Thursday, May 5, 2011

Il Cammino Meditativo di San Francesco

La Verna - Poggio Bustone

La Verna - Cerbaiolo - (27km-8hr)
Cerbaiolo - Sansepolcro - (29km-9hr)
Sansepolcro - Città di Castello - (27km-8hr)
Città di Castello - Pietralunga - (29km-9)
Pietralunga - Gubbio - (27km-8hr)
Gubbio - Biscina - (22km-6/7)
Biscina - Assisi - (27km-8hr)

Assisi - Spello
Spello - Trevi
Trevi - Spoleto
Spoleto - Romita di Cesi
Romita di Cesi - Collescipoli
Collescipoli - Stronconi
Stronconi - Greccio
Greccio - Rieti
Rieti - Poggio Bustone
Thich Nhat Hanh
Prendimi per mano.
Cammineremo.
Cammineremo soltanto.
Sarà piacevole camminare insieme.
Senza pensare di arrivare da qualche parte.
Cammina in pace.
Cammina nella gioia.
Il nostro è un cammino di pace.
Poi impariamo
che non c'è un cammino di pace;
camminare è la pace;
non c'è un cammino di gioia;
camminare è la gioia.
Noi camminiamo per noi stessi.
Noi camminiamo per ognuno
sempre mano nella mano.
Cammina e tocca la pace di ogni istante.
Cammina e tocca la gioia di ogni istante.
Ogni passo è una fresca brezza.
Ogni passo fa sbocciare un fiore sotto i nostri piedi.
Bacia la terra con i tuoi piedi.
Imprimi sulla terra il tuo amore e la tua gioia.
La terra sarà al sicuro
se c'è sicurezza in noi

Stronconi


Collescipoli

W. Hermans Organ (1678) - Church of Santa Maria Maggiore, Collescipoli, Terni, Italy

La Romita


Sunday, April 24, 2011

Biscina


Nella valle del Chiascio, tra i pendii boscosi si incontra Biscina. Il castello valse la vita di Guidubaldo da Montefeltro, riscattato dalla prigionia alla fine del Quattrocento con centomila ducati e due castelli, tra i quali proprio Biscina.
Feudo dei conti di Coccorano nell’antichità, il maniero si trova tra Gubbio, Perugia e Assisi. Arroccata su una morbida collina e immerso nella vegetazione, l’imponente costruzione domina la valle del Chiascio, sin dal dodicesimo secolo. Passata attraverso varie proprietà, tra cui i Montefeltro, signori di Gubbio nel quindicesimo secolo, oggi si presenta in tutta la sua monumentalità per le notevoli dimensioni dell’intero complesso, solenne e inespugnabile, contraddistinto da una magnifica torre merlata alla guelfa.
Accedendo alla corte dall’ingresso principale, si può riconoscere la torre maestra, ruotata e sporgente rispetto alle costruzioni che l’affiancano.
Le vicende di Biscina, già al tempo di Francesco, sono legate a numerosi domini: la costruzione è nelle bramosie di molti poiché rappresenta un punto di avvistamento straordinario per debellare gli attacchi dei nemici.

Pietralunga

Distrutta nel periodo delle invasioni barbariche, Pietralunga venne riedificata (VI-VII sec.) sull'odierno colle col nome di PLEBS TUPHIAE ed a questo periodo si fa risalire la costruzione della Pieve di Santa Maria e della Rocca Longobarda pentagonale (Vili sec.).
Col passare dei secoli, il territorio pietralunghese divenne una terra popolata e florida ed il nome della città mutato in PRATALONGA, dai pingui ed estesi pascoli che la circondavano. Libero Comune dall' Xl° al XIV° secolo, Pratalonga venne dotata dello strumento degli Statuti e del Catasto e le vicende politiche che la interessarono non furono dissimili a quelle delle altre città della Regione.
A questo periodo risale il fatto, storicamente provato, della Mannaja del boia, conservata dal 1334 presso la Cattedrale di Lucca, che si rievoca ogni anno ad Agosto con il Palio della Mannaja. Allo scadere del XIV secolo, per garantirsi incolumità e sicurezza, Pietralunga si alleava e si sottometteva a Città di Castello, diventandone parte integrante del territorio. Da allora in poi la sua storia procedette in parallelo con quella di Città di Castello. La città maggiore provvede va ad inviarvi, periodicamente, un Capitano giusdicente con pieni poteri nell'amministrazione della cosa pubblica e ciò perdurò fino al 1817, anno in cui Pietralunga venne elevata al grado di Comune.
Dopo l’amministrazione pontificia, essa entrava a far parte del Regno d'Italia. Partecipava con i suoi oltre 100 caduti alla prima guerra mondiale e, nella seconda, dopo l'8 Settembre 1943, con la costituzione della Brigata Proletaria d'Urto San Faustino, diveniva il centro operativo della resistenza nell'alta Umbria.
Il comune di Pietralunga, unico in Umbria, è decorato al Valor Militare e per questa ragione a Pietralunga è stato realizzato il Monumento Regionale al Partigiano Umbro.

Citta Di Castello

The town may have been Etruscan; the Romans knew it as Tifernum Tiberinum ("Tifernum on the Tiber")[1] or Civitas Tiberina. Just nearby, Pliny the Younger built his villa in Tuscis, which is identified with walls, mosaic floors and marble fragments surviving at a place now called Colle Plinio, the "Hill of Pliny".
In 550, Tifernum was largely destroyed during the Ostrogothic campaign by Fantalogus, at the orders ofTotila. The town was subsequently rebuilt by its bishop, Floridus, around a castle, and renamed first Castrum Felicitatis and later Civitas Castelli. By the Donation of Pepin of the Frankish king Pepin the Short in 752, it went to the Holy See, though in practice it was disputed between the papacy, Perugia and Florence. It was ruled by the Vitelli family, even after Cesare Borgia attached the city more directly to the Holy See.
In subsequent centuries, it had various rulers, among them Pier Saccone Tarlati di Pietramala, brother of Guido, Bishop of Arezzo. Pier Saccone sold it in 1322 to Guido Alberto de' Guidi di Modigliana. In the later Middle Ages it was governed successively by the Guelphs and Ghibellines. In 1375, Città di Castello joined the insurrection of other cities of the States of the Church. Cardinal Robert of Geneva (later antipope as Clement VII), tried to capture it using Breton mercenaries, but was repulsed. Under Pope Martin V in 1420, it was taken by the condottiero Braccio da Montone. Later Niccolò Vitelli, aided by Florence and Milan, became absolute ruler or tiranno. Antonio da Sangallo the Younger built an extensive palace for the Vitelli family.
In 1474, Sixtus IV sent his nephew, Cardinal Giuliano della Rovere (later Julius II); after fruitless negotiations he laid siege to the city, but Vitelli did not surrender until he learned that the command of the army had been given to Duke Federico III da Montefeltro. The following year Vitelli tried unsuccesefully to recapture the city; fear of Cesare Borgia induced him to desist, since Cesare Borgia had his father strangled and Città di Castello added to the papal possessions.
Towards the end of the twentieth century, the city has seen a considerable expansion northwards toward San Giustino, with industrial parks tracking the river, railroad and main highway: the area produces farm machinery, textiles, ceramics and furnishings.
For the most part still surrounded by town walls dating back to the 16th century, the town of Città di Castello spreads out along the Tiber valley, on the spot where the Romans had founded the township of Tifernum Tiberinum.
After having been sacked and destroyed on the orders of Totila during the barbarian invasions, it was rebuilt under Bishop Florido and first took the name of Castrum Felicitatis and later, in the 10th century, that of Castrum Castelli.
It became a Comune during the late Middle Ages and was subjected to the rule of Perugia, to that of the Church and then to that of Florence; only in the 16th century, under Cesare Borgia, it definitely became dominion of the Papal State. Buildings which used to be the seat of administrative structures such as the Palace of the Podestà, with its baroque facade dating back to 1686, and the Town Hall, built in the Gothic style with an elegant portal and windows with two lights, testify to the ancient history of this Umbrian town. Traces of Gothic art are still to be found of the left-hand side of the Cathedral, which, having been constructed during the 11th century on the site of a Roman temple, was already radically modified in the middle of the 14th century.The churches of St.Dominic (1424), with its incomplete facade and ogival portal on the left-hand side, of St.Mary Maggiore, dating back to the Gothic era but adorned by a Renaissance facade, and finally that of St.Francis with its poligonal apses (1273), remodelled in the first years of the 18th century, complete the panorama of the town's religious buildings. The Municipal Pinacoteque contains works of art by Raffaello, Signorelli and Domenico Ghirlandaio, apart from others by Umbrian, Tuscan and Marche schools.

Cerbaiolo


 
Superato il valico di Viamaggio, in una zona ricca di anfratti naturali e sorgenti, a strapiombo sulla costa montuosa di un'altura si affaccia l'eremo di Cerbaiolo. Sorto come monastero benedettino nell'VIII secolo, dal 1216, anno in cui viene donato a san Francesco, è abitato dai Francescani finché nel 1783 diviene parrocchia. Dalle origini al 1520 ha fatto parte della diocesi di Città di Castello, nel 1520 è entrato a far parte di quella di Sansepolcro.
Non è certo se abbia ospitato o no il Poverello, sicuramente vi ha sostato sant'Antonio, del quale ancora oggi si indica il luogo dove pregava. Sempre al santo padovano sono dedicate la chiesa, con portali settecenteschi e tre altari rinascimentali in pietra, e la cappella, edificio a torre del 1716 con il fianco occidentale poggiante sulla nuda roccia.
Distrutto dai tedeschi durante gli eventi bellici del 1944, l’eremo è stato restaurato da un'eremita della Piccola Compagnia di santa Elisabetta, Chiara. La suora è morta nell’aprile del 2010 e attualmente l’eremo è gestito da frate Francesco che offre la sua ospitalità a quanti desiderano trascorrere alcuni giorni a più stretto contatto con Dio.
Suggestivo ed elegante, con uno splendido panorama sul Lago di Montedoglio, Cerbaiolo, ricorda anche per la sua posizione il santuario della Verna tanto che un noto detto popolare recita: “Chi ha visto La Verna e non Cerbaiolo, ha visto la madre e non il figliolo”.

Sansepolcro

Valtiberina is definitely one of the most significant valleys for the history of Saint Francis of Assisi, because this is the land that linked Assisi to La Verna, where he received the stigmata. The Tiber Valley houses and offers to visitors the places that were mostly dear to the saint, places where he spent nights during his wanderings, places where he helped people or founded hermitages. These places are easily reached by car, but once you're there, you're plunged into a deep mystical atmosphere, where silence is a natural condition and the desire for meditation is palpable. READ MORE

The place was donated to Saint Francis in 1212. Today you can still see that bed hat he made by placing a few leafy boughs over a rock. Montecasale is known for an episode of the saint's life that took place when he met two thieves, whose skulls are still visible in the hermitage. The last time Saint Francis was here was in 1224. The hermitage of Montecasale also welcomed Saint Anthony and Saint Bonaventura di Bagnoregio.

Thursday, August 12, 2010

Il Cammino Meditativo

IL “CAMMINO MEDITATIVO”  

dal 28  Settembre al 7 Ottobre 2010
Da  Assisi a Poggio Bustone 
sui "passi di Francesco

 

P R O G R A M M A

28 Settembre
 Ritrovo all’ostello della “Perfetta Letizia” Via Protomartiri Francescani a Santa Maria degli Angeli (Assisi). Vi attenderemo qui: Patrizia, Marisa ed io. L’ostello è all’interno del Convento della Porziuncola a due passi dalla stazione ferroviaria si invita tutti ad arrivare all’ora di apertura dell’ostello, le 17.00 per poter poi recarsi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per la Benedizione dei Pellegrini. Primo incontro del gruppo e cena.

Wednesday, August 11, 2010

La Verna

Sanctuary of La Verna – Where Francis received the Stigmata

North of Arezzo is a popular shrine in the mountains with some fabulous views of the countryside. The road from Michelangelo Caprese, where Michelangelo Buonarroti was born in 1475, winds up the wooded slopes of Mt. Sovaggio on the way to Mt. Penna, given to Francis by Count Orlando of Chuisi in 1213. Francis had a camp at la Penna in an area of strange rock formations in the forest known as La Verna, now a series of buildings from different eras that make up a sanctuary. It was here that Francis received the stigmata in 1224. A walk through the forest leading to the summit of Monte Penna gives you a wide panorama view of the  Tiber and the Arno valleys. 

Monday, August 9, 2010

Lo Spazio Del Silenzio

LO SPAZIO DEL SILENZIO - Angela Seracchioli
C’ è in Assisi, da poco, da settembre 2006, una statua di Francesco contemplativo. Fa parte del ciclo di statue che Fiorenzo Bacci (www.fiorenzobacci.it) ha dedicato al Cantico e ad episodi della vita di Francesco e che sono state sparse in Assisi e dintorni. Questa è stata posta lungo la stradina che porta dal parcheggio a San Damiano in un angolino perfetto, su uno “scoglio erboso”, fra gli ulivi ed è stata donata dalla regione Calabria che, quest’anno, ha offerto l’olio per la lampada di Francesco.
Francesco siede a gambe incrociate e mani aperte sul grembo, lo sguardo perso nel tramonto là oltre la sua Porziuncola. Amo molto questa statua, è il Francesco contemplativo che nel turbinio di immagini e paccottiglia venduta da laici e religiosi nella sua città, ci ricorda la sua preghiera costante e silenziosa nella: “…sua cella: fratello corpo” (Leggenda perugina 1636).

Saturday, August 7, 2010

Nature and Geology

Lake TuranoNature and Geology along the Walk

The paths on the Saint Francis Walk boast an extraordinary assortment of animal and vegetable species during the different seasons of the year that you will rarely find anywhere else.
The Walk also offers a wide variety of geographical aspects. Experts and nature lovers alike will embrace this as an opportunity to get to know the paths from another point of view. To further your knowledge of the nature and the geology that characterizes the Saint Francis Walk,
download the following files:
 
- Bianca Maria Landi, Natural Elements from The Pilgrim’s Guide or
Saint Francis Walk: Natural Elements (.pdf, 85 Kb)

- Leonida Carrozzoni and Matteo Carrozzoni, Geological Aspects or The Saint Francis Walk
The Nature and Faith (.pdf, 108Kb)
Download the map regarding the geological aspects along the Saint Francis Walk. (.pdf, 17 MB)

Assisi

Sunday, August 1, 2010

The Challenge of the San Damiano Cross

The Challenge of the San Damiano Cross
By Roch Niemier, O.F.M.
At San Damiano the Crucified Christ challenged St. Francis to "go rebuild My house." That task meant Francis had to transform himself first.

EVERY PILGRIM who visits Assisi must make the short walk outside the city walls and spend time at the sanctuary of San Damiano. It is one of the most important places in the Franciscan story.
The event most often repeated about this place is the encounter between Francis and the image of Christ Crucified who spoke to him and said: “Francis, go rebuild My house; as you see, it is all being destroyed.” Thomas of Celano tells the whole story:
“With his heart already completely changed—soon his body was also to be changed—he was walking one day by the church of San Damiano, which was abandoned by everyone and almost in ruins.
Led by the Spirit he went in to pray and knelt down devoutly before the crucifix. He was shaken by unusual experiences and discovered that he was different from when he had entered.

Assisi OFM

La Provincia Serafica di san Francesco dell’Umbria è una delle oltre cento entità dell’intero Ordine dei Frati minori. La sua origine è da ricercarsi ai primordi della fraternità del Poverello. Oggi conta circa 200 frati di voti perpetui e 40 giovani in formazione iniziale, presenti in 24 comunità disseminate nell’intero territorio umbro, da Città di Castello ad Amelia, da Terni a Gubbio, da Perugia a Todi. La sede istituzionale della Provincia è ad Assisi presso il Convento Porziuncola, in S. Maria degli Angeli.
Impegno prioritario della Fraternità provinciale è la custodia dei Santuari che raccolgono la memoria delle origini francescane.
A questo si aggiungono anche le più tradizionali attività di evangelizzazione: le parrocchie, la formazione cristiana e la missione. Oggi i Frati minori si stanno inoltre impegnando in nuove forme di annuncio verso gli uomini e le donne del nostro tempo, là dove essi vivono, a servizio della famiglia, dei giovani e dell’università.


Siamo in un tempo in cui il pellegrinaggio a piedi ha riacquistato una sua vitalità spirituale; il lento andare diventa occasione di ricerca, di ascolto, di incontro con gli altri su un piano diverso dalla quotidianità. Da qui l'idea di proporre un itinerario che, partendo dal Santuario della Verna, percorre la catena appenninica toccando i luoghi della memoria francescana attraversando l'Umbria e terminando al Convento di San Giacomo a Poggio Bustone (RI).
Il cammino si svolge prevalentemente su un sentiero con lunghi tratti di montagna che però non presentano né difficoltà né pericoli. Alcune tappe sono lunghe perché non vi sono, attualmente, possibili luoghi di sosta intermedi.
Con buona volontà, pennello e barattolo di vernice in mano il percorso è stato parzialmente segnato con Tau gialli, su alberi e rocce e con frecce per terra: sul cammino di San Francesco non poteva che esserci la sua firma, il Tau.   Il colore giallo, da Santiago in poi, è riconosciuto dai pellegrini di tutto il mondo come “colore del cammino”.
La solitudine delle colline toscane e umbre è uno dei pregi del percorso. Bisogna essere allenati a portare per 16 giorni uno zaino in spalla ed armati di pazienza e “gioioso spirito d’avventura” quando la mancanza di una freccia obbliga a tenere la guida in mano per essere sicuri di essere sul giusto sentiero.
LA CREDENZIALE

Ora esiste la credenziale francescana! E’ bellissima, è pensata ad hoc per i pellegrini di Francesco ed è rilasciata dalla Provincia Serafica di San Francesco dei Frati Minori dell’Umbria che hanno voluto così riconoscere fattivamente, e nel modo più antico e ufficiale, il valore di questo Cammino.
La credenziale è una sorta di “passaporto” del pellegrino su cui sono riportati i suoi dati ma che non sostituisce i normali documenti. Su di essa vengono apposti i timbri degli ostelli, chiese, conventi, Apt… dei luoghi che si attraversano lungo il percorso. E’ un impegno per chi la porta con sé ad essere un vero pellegrino nei passi e nell’anima ed è un ricordo bellissimo dove ogni timbro è sudato e conserva nel suo inchiostro la luce dei giorni della peregrinazione.
Per riceverla telefonate al 333.9985141 o al 075.8051588; oppure scrivete a jacopadue@yahoo.it


FORESTERIA "PERFETTA LETIZIA"

La foresteria per i pellegrini è piccolina ma funzionale e offre alloggio per la notte, cena e colazione; ha anche una sua minuscola cappelletta per sostare insieme! E’, inoltre, il luogo da cui partono le Credenziali e centro del cammino francescano.  Ma, soprattutto, è la prima accoglienza di questo giovane cammino pensata nello spirito degli ostelli di Santiago; vi accoglieranno fr. Ivan ed Angela.
Aprirà all’inizio di Aprile 2006 e darà alloggio solo ai “veri” pellegrini che vi giungono o a piedi o in bicicletta.
Essa è situtata a Santa Maria degli Angeli (Assisi), in Via Protomartiri Francescani 4b (dietro la Basilica della Porziuncola.)
Telefonare in anticipo al: 075.8051588  oppure al 333.9985141.
E-mail Informazioni: jacopadue@yahoo.it.


LA GUIDA

“Di qui passò Francesco”  - edizioni “Terre di mezzo” Milano - 17.00 euro. Uscita nel giugno 2004, la guida ha avuto un’accoglienza notevole; è in fase di preparazione una seconda edizione. E’ in vendita in tutta Italia nelle maggiori librerie.
Il percorso è diviso in 16 tappe che coprono 350 chilometri dalla Verna a Poggio Bustone.
La guida contiene tutte le informazioni, i percorsi, le cartine, i sentieri e i luoghi più suggestivi e da non perdere; come e quando partire, le difficoltà, i chilometraggi e dove dormire. E, per ogni tappa, gli avvenimenti fondamentali della vita di Francesco tratti dalle “Fonti” originali.
Fa parte della collana “percorsi” che è nata per far conoscere tracciati ricchi di senso e di storia.
Nella stessa collana: La guida al cammino di Santiago di Compostella a piedi, quella in bicicletta; La guida al cammino della Plata e la guida della Via Francigena.
 

I LINKS
Il sito del Cammino, il sito per e dei pellegrini!
www.diquipassofrancesco.it
Guide per i pellegrinaggi
www.terre.it
I cammini verso... Santiago de Compostela
www.pellegrinando.it
La Via Francigena
www.guidafrancigena.it
Sito dedicato ai pellegrini a piedi verso Santiago
www.ilporticodellagloria.it











Weather Information



Tuesday, July 13, 2010

Getting to Assisi








Raggiungere Assisi in treno




  Provenendo da Nord:

  Firenze ed Assisi sono direttamente collegate da un certo numero di treni Regionali (7 corse al giorno, sia in andata che in ritorno, percorrenza circa 2 ore e mezza) e da un InterCity (percorrenza circa 2 ore);
La linea ferroviaria Firenze-Roma ha una fermata a Terontola/Cortona (dalla quale parte la linea secondaria: lago Trasimeno, Perugia, Assisi, Spello, Foligno). Quindi, provenendo da Firenze, in alternativa ai treni sopra indicati, si può prendere uno dei treni che ferma a Terontola/Cortona (circa 1 ora e mezza di percorrenza a partire da Firenze) e successivamente prendere uno dei treni che collegano Terontola ad Assisi/S.Maria degli Angeli (da 45 a 60 min. di percorrenza).

  Provenendo da Sud o da Est:
Roma ed Assisi sono direttamente collegate da un certo numero di treni Regionali ed InterRegionali (3 corse al giorno, sia in andata che in ritorno, percorrenza circa 2 ore e 15 min.) e da treni EuroStar (2 corse al giorno, sia in andata che in ritorno, percorrenza circa 1 ora e 45 min.);

La linea ferroviaria Roma-Ancona ha una fermata a Foligno (dalla quale parte la linea secondaria: Spello, Assisi, Perugia, lago Trasimeno, Terontola/Cortona). Quindi, provenendo da Roma, in alternativa ai treni sopra indicati, si può prendere uno dei treni della linea Roma-Ancona, scendere a Foligno (da 1 ore e 40 min. a 2 ore di percorrenza) e successivamente prendere un treno della linea secondaria Foligno-Terontola, scendendo alla stazione di Assisi/Santa Maria degli Angeli (percorrenza da 10 a 15 min.).
Provenendo dalla linea ferroviaria adriatica, si può prendere, presso la stazione di Ancona, uno dei treni della linea Ancona-Roma, scendere a Foligno (da 1 ora e mezza a 2 ore circa di percorrenza) e successivamente prendere un treno della linea secondaria Foligno-Terontola, scendendo alla stazione di Assisi/Santa Maria degli Angeli (percorrenza da 10 a 15 min.).

  La stazione di Assisi è posta in pianura presso Santa Maria degli Angeli (nota per la bellissima Basilica), e dista dal centro storico della città circa 3 km, ma è ad esso ben collegata da una corsa autobus effettuata ogni 30 minuti (Società APM, per informazioni su orari e tariffe  cliccare qui). Gli autobus partono dal piazzale antistante la stazione e fermano ad Assisi in Piazza Matteotti.
Una linea pubblica della stessa società collega Piazza Matteotti con il Grand Hotel Assisi (fermata "Stadio degli Olivi").



Friday, July 9, 2010